Il XX secolo sarà ricordato come l'epoca in cui tutto è stato contraddistinto dall'ideologia; la politica e le relazioni tra paesi hanno avuto come obiettivo l'affermazione di un'ideologia su altre idee diverse. Il mondo ha vissuto per un lungo periodo di tempo un contesto che aveva un equilibrio basato su due modelli ideologici, capitalismo e marxismo, contrapposti tra loro. Intorno ad essi, satelliti dei due maggiori paesi espressione di queste dottrine, si erano formati due blocchi di alleanze internazionali che hanno condizionato l’evolversi della storia contemporanea.
Lo sviluppo
di questo scenario, recente e ben conosciuto da tutti, si è realizzato perché
le ideologie hanno avuto un’influenza determinante nell’evoluzione del pensiero
politico del novecento. La sua disgregazione, al contempo, ha aperto una serie
di quesiti che sono ancora irrisolti e che noi ci siamo posti: perché sono nate
le ideologie? Qual è il significato del concetto di ideologia? Perché hanno
avuto un peso così determinante nella formazione del pensiero politico contemporaneo?
Cosa significa oggi la politica dopo che sono caduti i presupposti ideologici
su cui si fondavano i vecchi blocchi partitici? Su cosa si deve fondare l'aggregazione
politica in un mondo in cui mancano i riferimenti ideologici?
Per capire qualcosa siamo partiti da un’analisi di come lo sviluppo del pensiero filosofico europeo, a seguito ed in contrasto con i valori che avevano ispirato la rivoluzione francese, abbia portato alla nascita del concetto di ideologia influenzando anche la nascita dello stato moderno.
Partendo
da questo assunto abbiamo poi cercato di dare risposta a due domande che restano
immanenti rispetto a quello che sta accadendo oggi. La prima può essere formulata
più o meno in questo modo:
si può vivere
in una società senza dei valori, e senza degli ideali? Se noi pensiamo infatti
al contenuto di ideali che l’ideologia ha avuto nella nostra storia, ideali
che nella loro accezione di insieme di valori ne rappresentavano un fattore
positivo, si pone subito il dubbio di come si possa vivere senza di essi, e
senza valori. La seconda domanda potrebbe essere:
come possiamo pensare all’identità politica senza l’ideologia? Nella
nostra società l’individuo è abituato ad identificarsi politicamente nei partiti,
i quali hanno costruito la loro identità politica proprio sull’ideologia; anche
quando questa identità altro non era che opposizione verso una diversa ideologia.
Tutto il sistema politico ruotava in definitiva intorno alle ideologie, ne era
compenetrato; con la scomparsa del ruolo delle ideologie viene per prima cosa
messa in crisi l’identità politica di tutto il sistema, e poi dell’individuo.
E non è un caso che il nostro sistema politico sia caduto, messo in crisi, prima
che dalle vicende giudiziarie, proprio da questa mancanza di identità precise:
non esistono più gli schemi di riferimento del passato, quelli su cui intere
generazioni si sono basate.
Questo lavoro è un’analisi di quale può essere la distinzione tra ideologia
e ideali, e valori; su cosa dovrebbero fondare i nuovi partiti la loro identità,
come si potrebbe pensare uno Stato basato su un sistema che salvaguardi i valori,
su come a questa tutela possa corrispondere una più ampia difesa dei diritti.
Rispetto a quest’ultimo punto vogliamo stimolare una provocazione sul fatto che un sistema costruito sui valori, sganciati dal concetto di ideale, possa garantire la tutela dei diritti meglio di come l’attuale sistema, tutto incentrato sulla garanzia di alcuni diritti economici limitati a pochi cittadini che a questi possono accedere, riesca a fare oggi.
Il sito si compone di due parti.
La prima
parte più propriamente storico filosofica in cui, partendo da Kant attraverso
un’analisi del pensiero di alcuni dei maggiori filosofi del XIX e XX secolo,
si segue il percorso evolutivo che ha portato allo sviluppo del concetto di
ideologia ed alla sua successiva affermazione nella storia politica e sociale,
della struttura di stato come oggi lo conosciamo, di come il diritto sia stato
posto alla base della costituzione dello stato, del valore delle leggi e della
costituzione; di quale fu l’influenza di Hegel nella costituzione dell’idea
di stato europeo e di come il marxismo l’abbia poi cristallizzato nella sua
forma di stato-ideologia.
La seconda
parte invece si pone l’obiettivo di cercare di comprendere come si possa
pensare la politica, di cui la società è l’espressione, senza l’influenza dell’ideologia;
quindi di come si possa garantire un assetto di valori, di come si possa ritrovare
l’identità politica, di quale modello di partito politico sia necessario sviluppare
per recuperare la relazione tra esso e la società civile. Si discute inoltre
di altri temi, come gli sviluppi tecnologici e l’incidenza economica che potranno
portare nella società attraverso la trasformazione del tempo in una variabile,
o di come sia necessario pensare all’integrazione multietnica, prima di tutto
come esigenza della società occidentale.
In ogni
caso potete vedere queste parti anche come staccate ed andare direttamente a
quella che ritenete essere di vostro maggiore interesse.