Il contenuto che troverete in questo sito è il frutto di una riflessione politico filosofica cominciata agli inizi degli anni '90, dopo la caduta del muro di Berlino, su quale sarebbe stata l'evoluzione della politica dopo la fine del modello ideologico che aveva ispirato il comunismo e che tanto aveva condizionato il XX secolo. Forse alcuni concetti che sono espressi in questo lavoro, oggi, sono diventati di attualità; tuttavia in quegli anni, e per molti di quelli a seguire, nessuno si è preoccupato di svilupparli. Quell'evento fu l'inizio di un periodo storico i cui effetti non vennero subito compresi, e che diede vita ad una stagione di cambiamenti che non si sono ancora conclusi. In Italia venne il periodo di tangentopoli e "mani pulite" che contribuirono, da una parte, ad allentare l'interesse dell'opinione pubblica verso la politica e, dall'altra, a spostare l'attenzione dei politici da quella che avrebbe dovuto essere una fase di rinnovamento storico dei partiti dell'epoca. Ciò che seguì fu una vera e propria bufera che travolse tutto il mondo della politica a cui i protagonisti non seppero reagire; nessuno dei partiti politici che esistevano allora è sopravvissuto. Chi ha forse pagato, almeno ad oggi e per gli anni immediatamente a venire, il prezzo più alto è stata la sinistra, confinata nella convinzione di possedere un primato culturale e una posizione di superiorità che le avrebbe consentito di superare senza troppi scossoni questa trasformazione, sapendola interpretare e guidare. In realtà sono rimasti chiusi, in un balletto riservato ai pochi selezionati che ne facevano già parte, insensibili alle trasformazioni in atto nella società ed alla distanza che si veniva creando con il mondo reale.
In queste riflessioni affronteremo il tema della necessità della politica di riformare se stessa, dopo che, con la fine del mondo ideologico, sono venute a mancare quelle certezze che per molto tempo avevano cristallizzato il panorama politico nazionale ed internazionale. Con la caduta del comunismo, infatti, non è caduto solo un modello di società che aveva portato all’ennesima potenza l’applicazione ideologica, ma è stata messa in crisi la stessa presenza dell’ideologia nella società, e quindi nella vita politica; con essa tutto l’insieme positivo di valori ed ideali, che all’ideologia stessa erano legati, è venuto meno. In definitiva possiamo dire che la fine del primato ideologico nel pensiero politico ha portato ad una crisi della politica come noi la conoscevamo.
Tutto è
improvvisamente diventato mobile: l’elettorato, gli schieramenti, i programmi,
persino le coalizioni di governo in questi ultimi anni non hanno avuto pace,
segno evidente di una crisi di identità che non può essere risolta da tattiche
estemporanee e del momento. E’ necessario che la politica abbia la capacità
di riformare se stessa, portando avanti un progetto di progresso e di sviluppo
che sappia far evolvere la società, mettendola in condizione di affrontare le
sfide che il futuro le pone di fronte. Spiegando ai cittadini quali sono i valori
in cui credere e difendere, se si vuole favorire un modello di progresso o di
conservazione, quale ipotesi di società e di stato si vuole realizzare. Perché
tutto questo accada è fondamentale ripartire dalle basi del progetto, dai valori,
che devono essere la fonte della Costituzione e che, nei momenti di trasformazione,
rimangono il riferimento a cui rivolgersi. E’ ugualmente importante che i partiti
rivedano le proprie strutture e si aprano alla società civile, con l’obiettivo
di muoversi da una democrazia rappresentativa verso una partecipativa. La politica
post ideologica deve porsi l’obiettivo di riportare le masse a credere, e a
sperare, in un futuro migliore. Senza un nuovo modello, senza un nuovo progetto
politico, non si riuscirà in questo intento e la politica continuerà ad essere
ciò che oggi è diventata: mera amministrazione dalla quale i cittadini si sentiranno
sempre più distaccati.
Il titolo Nuovo Patto vuole tradire il fatto che il progetto politico a cui esso tende mira a costruire una nuova società partendo dalla costruzione di un nuovo modello politico, e di partito, per arrivare ad una revisione della Costituzione, che sancisca un nuovo patto sociale. Questo non è un progetto di breve termine. Quest’opera è stata scritta nel 1994 e non abbiamo voluto pubblicarla attraverso i normali canali editoriali per scelta, ma desideriamo renderla accessibile a tutti coloro che sono interessati a questi temi, proprio perché alcuni concetti sono diventati quanto mai attuali.
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